Le analisi su dati ufficiali (ISTAT, Eurostat, Banca d'Italia, BCE) pubblicate dagli osservatori di Troisi Ricerche su innovazione, digitale, imprese, lavoro, competenze e territorio. Ogni analisi riporta il link all'articolo originale.
Nel 2025 il 19,4% delle persone tra 16 e 74 anni in Italia ha seguito un corso online, contro il 16,2% della media UE: l’Italia è 12ª su 27. Tra i laureati di 25-54 anni la quota sale al 46,1%, tra chi ha al massimo la licenza…
Secondo i dati Eurostat 2025, il 24,3% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato internet per cercare lavoro o inviare una candidatura, contro il 30,3% della media UE-27. La distanza si concentra tra i 16 e i 19 anni.
Nel 2025 il 65,5% degli occupati in Italia ha competenze digitali almeno di base, contro il 68,7% della media UE: il divario si è ridotto, ma resta ampio tra i lavoratori con bassa istruzione e over 55. Solo il 17,9% delle…
Nel 2025 i giovani italiani tra 15 e 29 anni che non lavorano e non sono in istruzione o formazione sono il 13,3%, il valore più basso della serie Eurostat, contro l’11,0% della media UE. L’Italia resta però al 24° posto su…
Secondo i dati Eurostat 2025, il 26,7% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni esprime online opinioni su temi civici o politici, contro il 20,4% della media UE-27. L’Italia è quarta in Europa, ma la quota è scesa rispetto al…
Sette intervistati su dieci usano l’AI ogni settimana, ma il 61% non le affiderebbe un pagamento dal proprio conto: i risultati del secondo report dell’Osservatorio con La Capitale.
Dal 1° luglio 2026 l’acciaio extra-UE entra con contingenti ridotti e un dazio del 50% oltre la quota; dal 1° ottobre serve la prova del paese di fusione e colata. L’Italia, primo importatore UE, a luglio ha importato il 42%…
Nel 2025 usa almeno un social media il 59,0% delle imprese italiane con 10 o più addetti, contro il 63,6% della media UE: l’Italia è 18ª su 27. Nel 2015 era sopra la media europea, ma da allora è cresciuta meno e il divario…
Nel 2025 il 21,1% dei laureati occupati in Italia svolge una professione che non richiede la laurea, in linea con la media UE. Ma tra le donne la quota sale al 24,0% e tra gli stranieri al 54,8%, il terzo valore più alto d’Europa.
Ad agosto 2026 la disoccupazione in Italia sale al 6,2%, dal 5,6% di maggio e dal 5,5% di gennaio, il minimo della serie Eurostat. L’area euro resta al 6,4%: i 128 mila disoccupati in più in un anno in Italia valgono quasi…
Nel 2025 i giovani italiani tra 18 e 24 anni che hanno lasciato precocemente istruzione e formazione sono l’8,2%, contro il 9,1% della media UE: nella serie Eurostat dal 2002 il dato italiano era sempre stato superiore. Il…
Secondo i risultati PISA 2025 pubblicati da Eurostat, il 24,4% dei quindicenni italiani non raggiunge le competenze di base in lettura, contro il 31,3% della media UE-27. L’Italia resta sotto la media europea anche in…
Nel 2025 il 43,5% delle persone tra 16 e 74 anni in Italia ha interagito online con una pubblica amministrazione, contro il 57,7% della media UE: l’Italia è 25ª su 27 Paesi. Dal 2022 la distanza dalla media europea è salita da…
Nel 2024 i titoli terziari in ICT sono stati l’1,6% del totale in Italia, contro il 5,0% della media europea: l’Italia è ultima tra i 27 Paesi UE. I titolati in ICT crescono (+72% dal 2018), ma la distanza dalla media si è…
Nel 2025 gli specialisti ICT sono il 3,8% degli occupati in Italia, contro il 5,0% della media UE: l’Italia è 25ª su 27. Solo il 12,4% delle imprese li impiega, il valore più basso dell’Unione.
Nel 2024 i ricercatori erano lo 0,77% degli occupati in Italia, contro l’1,11% della media UE: 21° posto su 27. Nelle imprese la quota scende allo 0,30%, meno della metà del valore europeo.
Ad agosto 2026 il tasso di disoccupazione dei giovani italiani sotto i 25 anni è al 20,3%, contro il 15,4% della media UE-27. Nel 2014 superava il 40%; a maggio 2026 era sceso al 17,7%, il minimo della serie Eurostat, ma in…
Dal 21 settembre SIMEST finanzia con 200 milioni del Fondo 394/81 gli investimenti in intelligenza artificiale delle imprese esportatrici e delle loro filiere. Secondo Eurostat, nel 2025 usava l’IA il 16,4% delle imprese…
Nel 2025 il 56,4% delle persone tra 16 e 74 anni ha usato l’internet banking, contro il 69,7% della media europea: l’Italia è 25ª su 27 Paesi UE. Il divario più ampio riguarda i giovani di 16-24 anni.
Cloud e 5G al traguardo, reti gigabit in rapida rincorsa, competenze e intelligenza artificiale ancora lontane. A metà strada tra il 2020 e il 2030, un bilancio con gli ultimi dati Eurostat.
Nel 2008 aveva interagito online con la PA il 19,8% degli italiani, contro il 34,6% degli europei. Nel 2025 siamo al 43,5% contro il 57,7%. Una lettura di lungo periodo.
Nel 2025 il 14,7% della forza lavoro allargata italiana tra 20 e 64 anni era composto da persone che vorrebbero lavorare, o lavorare di più, senza riuscirci. La media UE è dell’11,0%. Nel 2015 la quota italiana era del 26,1%.
I giovani italiani usano la rete più degli adulti quasi in tutto: social, studio, intelligenza artificiale. Ma leggono notizie online e cercano informazioni sulla salute meno della media della popolazione, e il vantaggio nelle…
In Europa i Paesi dove si partecipa di più alla vita civica non sono necessariamente quelli dove si partecipa di più online. L’Italia è uno dei casi più evidenti, insieme a Cipro e Ungheria: quasi ultima per partecipazione…
Nel primo semestre 2026 l’export è cresciuto in tutte le ripartizioni. Il Mezzogiorno ha esportato 35,1 miliardi di euro (+5,2%), in linea con l’Italia (+4,5%). La Puglia sale a 5,4 miliardi (+15,2%), dopo un primo semestre…
Nel Nord-Ovest il 60,3% delle persone ha competenze digitali almeno di base, nel Sud il 43,5%. Il divario territoriale sulle competenze è più ampio di quello sull’accesso a internet, e diverso da quello sulle reti, che separa…
Nel 2025 dirigenti, professioni intellettuali e tecniche erano il 37,1% degli occupati italiani tra 20 e 64 anni, contro il 45,3% della media UE. Il divario si concentra nelle professioni intellettuali e scientifiche.
Nel secondo trimestre 2026 la quota di annunci di lavoro online per specialisti ICT va dal 4,2% della Valle d’Aosta al 16,8% del Lazio. Campania e Puglia sono sopra la media nazionale. Più di metà degli annunci cerca…
Nel 2023 il tasso di natalità delle imprese italiane è stato del 7,8%, contro il 10,5% della media UE: l’Italia è terzultima. Anche il tasso di mortalità (6,5%) è più basso della media.
Nel 2024 il 15,2% dei giovani italiani tra 15 e 29 anni non era né occupato né in istruzione o formazione, contro l’11,1% della media UE. L’Italia è seconda in Europa dopo la Romania, ma dal 2014 la quota è scesa di undici punti.
Nel primo semestre 2026 l’export italiano è cresciuto del 4,5% in valore, ma quasi tutto l’aumento viene dai prezzi: i valori medi unitari sono saliti del 3,8%, i volumi dello 0,7%. Le ragioni di scambio sono migliorate nel…
Nel secondo trimestre 2026 l’11,3% degli annunci di lavoro online pubblicati in Italia riguardava specialisti ICT, contro il 6,2% nell’Unione. Dal 2025 la quota italiana è tornata a salire, mentre in Europa continua a scendere.
Secondo l’ultima indagine europea sulla formazione continua, nel 2020 il 68,9% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha offerto formazione ai dipendenti (UE 67,4%). Nel 2005 era il 32,2%.
In Europa il 38,2% delle persone presenta online, di persona, la propria dichiarazione dei redditi. In Italia l’11,8%. Il motivo non è l’arretratezza del fisco digitale, ma il ruolo di CAF, professionisti e sostituti d’imposta.
Nel 2025 il 35,2% degli occupati in Italia lavorava nei servizi ad alta intensità di conoscenza, contro il 41,7% della media UE. In dieci anni la quota italiana è cresciuta di meno di un punto, quella europea di oltre tre.
Nel 2023 le imprese del settore ICT hanno prodotto il 3,14% del valore aggiunto italiano, una quota ferma da dieci anni e tra le più basse dell’Unione. In Europa la quota è cresciuta fino al 2021.
Il tasso di posti vacanti è sceso sia in Italia sia in Europa dopo il picco del 2022-2023. In Italia resta però il doppio del 2016: trovare personale è diventato più difficile, e trattenerlo più importante.
A giugno 2026 la produzione industriale italiana è a quota 93,5 (2021 = 100), sotto i livelli di inizio 2024. La Germania è a 91,9. Francia e Spagna reggono. I beni di consumo italiani calano del 3,2% su base annua.
Nel 2024 l’Italia ha prodotto 21,2 laureati in discipline scientifiche e tecnologiche ogni mille abitanti tra 20 e 29 anni, contro 23,0 della media UE. Dal 2015 il valore italiano è cresciuto di oltre il 50%, riducendo il…
A fine marzo 2026 le attività italiane in investimenti diretti all’estero valevano 801,4 miliardi di euro, 117,8 in più delle passività. Nel primo semestre 2026 gli investimenti in uscita sono stati circa 20 miliardi, quelli…
Dopo la pandemia l’accesso remoto a e-mail, documenti e applicativi aziendali è diventato la norma. Ma in Italia solo il 49,1% delle imprese lo garantisce per tutti e tre, contro il 60,2% europeo. E le riunioni online sono…
Nel 2025 i dipendenti a termine sono il 13,6% del totale in Italia (UE 12,7%), in calo dal picco del 2018. Ma più di metà di loro dichiara di non aver trovato un lavoro stabile.
Le imprese italiane che usano l’IA la impiegano soprattutto per analizzare testi e per il marketing. Tra quelle che l’hanno presa in considerazione senza adottarla, il primo ostacolo è la mancanza di competenze (58,6%), il…
Nel 2025 metà dei lavoratori part-time italiani vorrebbe lavorare a tempo pieno ma non trova l’occasione. È il secondo valore più alto dell’Unione dopo la Romania, anche se in calo dal picco del 2020.
Nel 2024 il debito delle società non finanziarie italiane, tra prestiti e titoli, era pari al 55,9% del PIL, contro il 71,5% della media UE. Dal 2014 è sceso di quasi venti punti. Resta forte la dipendenza dai prestiti bancari.
Fascicolo sanitario, referti online, ricette elettroniche: dal 2020 l’uso dei servizi sanitari digitali in Italia è cresciuto più che nel resto d’Europa. Resta indietro solo la prenotazione online delle visite.
Nel 2025 in Italia era occupato il 71,8% dei giovani di 20-34 anni che avevano concluso gli studi, con almeno il diploma, da uno a tre anni. La media UE è dell’82,9%. In dieci anni la quota italiana è salita di oltre venti punti.
Nel 2024 l’Italia contava 1.097 km di linee dedicate all’alta velocità, contro 2.748 in Francia e 3.192 in Spagna. È il 6,5% della rete ferroviaria nazionale.
Secondo la stima ISTAT del 28 luglio, tra gennaio e giugno 2026 le vendite italiane fuori dall’UE sono cresciute del 4,3%. Trainano i beni intermedi e l’energia; calano i beni di consumo. Stati Uniti a +2,0%.
Il commercio elettronico cresce anche in Italia, ma il divario con l’Europa resta di quasi venti punti. E riguarda tutte le età, non solo gli anziani: tra i 25-34enni la distanza è di 19 punti.
Nel 2025 il 21,6% degli italiani ha chiesto online una prestazione o un beneficio (UE 18,1%), ma solo il 17,7% un documento o un certificato (UE 20,8%).
Nel 2025 il tasso di occupazione delle persone tra 20 e 64 anni è stato del 67,6% in Italia e del 76,1% nella media UE. L’Italia è all’ultimo posto, ma in dieci anni ha guadagnato oltre sette punti. Il divario di genere è il…
Nella rilevazione 2025 il 20,1% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha venduto online, contro il 23,6% della media UE. Il divario si è ridotto da nove a tre punti e mezzo in dieci anni. Sulle vendite all’estero,…
Nel 2025 in Italia meno di un dirigente su tre è donna. Solo Cipro ha una quota più bassa. In quindici anni la quota italiana è cresciuta di 3,6 punti, quella europea di 3,5.
Nel 2025 in Italia era occupato l’85,3% dei laureati tra 25 e 64 anni, il 74,6% dei diplomati e il 56,1% di chi ha al massimo la licenza media. Il vantaggio della laurea è di quasi trenta punti.
Il 24 luglio 2026 finiscono i 150 giorni della sovrattassa Section 122. Sul tavolo c’è la proposta USTR di un dazio aggiuntivo del 10% per l’UE legato al lavoro forzato. Intanto l’export italiano verso gli USA tiene: 30,3…
Nel 2025 il 49,5% delle imprese italiane usa un software ERP per integrare le funzioni aziendali, contro il 46,5% della media UE. Il CRM per la gestione dei clienti, invece, è meno diffuso che in Europa: 21,7% contro 28,5%.
Nel 2025 il tasso di disoccupazione italiano scende al 6,1%, in linea con la media europea. Ma tra Bolzano e la Campania c’è un divario di 12 punti. La buona notizia: dal 2019 il Sud ha recuperato più del Nord.
Nel 2025 il 33,0% delle persone tra 25 e 64 anni in Italia aveva al massimo la licenza media, contro il 18,8% della media UE. Solo Portogallo e Spagna hanno quote più alte. Tra i 25-34enni la quota scende al 19,1%.
Nel 2025 il 56,4% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato materiali di apprendimento online e il 27,4% ha seguito un corso online. Su tutte e tre le forme di apprendimento digitale l’Italia è sopra la media europea.
Nel 2025 il 42,7% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha svolto analisi dei dati, internamente o tramite fornitori (UE 39,9%). Nel 2023 erano il 26,6%. Poco usati, invece, gli open data della pubblica amministrazione.
Nel 2025 gli over 50 sono il 54,0% degli occupati della pubblica amministrazione italiana, contro il 40,0% della media UE. È il valore più alto dei 27 Paesi. I giovani sotto i 25 anni sono appena il 2,2%.
Nel 2025 gli occupati italiani nella pubblica amministrazione in senso stretto sono 1,16 milioni, il 5,0% del totale. Nella media UE la quota è del 7,0%: l’Italia è penultima.
Tra gennaio e aprile 2026 le esportazioni dell’Unione verso gli USA valgono 159,8 miliardi di euro, il 27% in meno dello stesso periodo del 2025. L’avanzo commerciale europeo si è più che dimezzato.
Nel 2025 il 31,1% delle persone tra 25 e 34 anni in Italia aveva un titolo di studio terziario, contro il 44,8% della media UE. Solo la Romania fa peggio. Tra le donne la quota italiana è del 37,8%, tra gli uomini del 24,7%.
Nel 2025 il 14,5% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha scritto codice in un linguaggio di programmazione, in linea con la media UE. Tra i ragazzi la quota supera di sette punti quella delle ragazze.
Nel 2025 il 5,9% della rete ferroviaria italiana era attrezzato con l’ERTMS di livello 2 e lo 0,8% con il livello 1. Il sistema europeo di gestione del traffico è ancora agli inizi quasi ovunque, con poche eccezioni come…
Nelle aree rurali italiane le reti gigabit fisse raggiungono il 44,5% delle famiglie, contro il 66,7% della media UE. Sul 5G, invece, l’Italia è tra i Paesi con la copertura più estesa, anche nella banda a maggiore capacità.
Tra le cinque aree delle competenze digitali, i giovani italiani sono più lontani dalla media europea nella gestione delle informazioni: l’82,8% ha competenze almeno di base, contro il 90,5% dell’Unione. Le ragazze superano i…
Nel 2023 la Liguria aveva 90,2 km di ferrovie ogni 1.000 km², la Sardegna 17,9. Per le autostrade si va dai 69,9 km della Liguria ai 6,6 della Basilicata; la Sardegna non ne ha.
Nel 2025 le reti fisse ad altissima capacità raggiungono il 77,6% delle famiglie italiane, contro l’85,5% della media UE. Il ritardo si sta chiudendo in fretta, e sulla sola fibra fino a casa l’Italia è già sopra la media europea.
Nel 2025 il 10,8% delle persone tra 25 e 64 anni in Italia ha partecipato ad attività di istruzione o formazione nelle quattro settimane precedenti l’intervista, contro il 13,7% della media UE. Dal 2015 la quota italiana è…
Nel 2025 il 68,5% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha competenze digitali almeno di base, contro il 74,5% della media UE. Il dato è cresciuto di nove punti in due anni, ma quasi un giovane su tre resta sotto la soglia.
Nel 2023 l’Italia contava 25,4 km di autostrade e 56,3 km di linee ferroviarie ogni 1.000 km² di territorio. Per densità ferroviaria è a metà classifica, per le autostrade nella metà alta.
In sei mesi l’agenda commerciale europea ha fatto passi concreti: Mercosur applicato in via provvisoria dal 1° maggio, accordo con il Messico firmato il 22 maggio, negoziati chiusi con India e Australia. Nel 2025 l’Italia ha…
Nel 2010 aveva internet in casa il 59,0% delle famiglie italiane. Nel 2025 sono il 94,1%, a meno di un punto dalla media UE. Le differenze residue riguardano le aree rurali e le persone che vivono sole.
Nel 2025 appena il 2,7% degli italiani lavora abitualmente da casa, meno che prima della pandemia. Contando anche chi lo fa qualche volta si arriva all’8,2%, contro il 23,0% europeo.
La prenotazione online è uno dei servizi digitali più apprezzati perché fa risparmiare tempo. L’Italia resta sotto la media europea sia per gli appuntamenti con la PA (30,1% contro 38,1%) sia per quelli con il medico (30,8%…
Nel 2025 lavora il 58,0% delle donne italiane tra 20 e 64 anni, contro il 71,3% della media UE. È il valore più basso dell’Unione. Il divario con gli uomini è di 19,1 punti.
Nel 2025 il 32,3% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato l’intelligenza artificiale generativa per la scuola o l’università, contro il 41,0% della media UE. Tra chi non la usa, tre su quattro dicono di non averne bisogno.
Nel 2023 il 17,9% delle imprese italiane ha organizzato formazione per sviluppare le competenze ICT del personale, contro il 22,3% della media UE. Era il 19,3% due anni prima. Il calo riguarda soprattutto gli specialisti.
Nel 2025 l’8,0% delle persone tra 16 e 74 anni in Italia ha usato strumenti di intelligenza artificiale generativa per lavoro, contro il 15,4% della media UE. Tra i laureati la quota sale al 23,0%.
Nel 2025 il 47,2% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni ha usato strumenti di intelligenza artificiale generativa, come i chatbot. La media UE è del 63,8%. L’Italia è tra gli ultimi Paesi, ma i giovani la usano più del doppio…
Nei primi tre mesi del 2026 l’export italiano cresce dell’1,3% su base annua, ma i territori vanno in direzioni opposte: forte il Centro trainato dalla Toscana, positivo il Sud con Abruzzo, Basilicata e Puglia, in netto calo…
In Italia solo il 5,0% delle imprese ha cercato specialisti ICT nel 2023, la metà della media europea. Ma tra quelle che li hanno cercati, il 58,4% ha avuto difficoltà a trovarli: dieci anni fa era meno di un terzo.
Nel 2022 il 32,1% delle persone tra 25 e 64 anni in Italia dichiarava di non conoscere alcuna lingua straniera, contro il 25,3% della media UE. Solo il 7,6% ne conosceva tre o più.
Nel 2025 le donne sono il 16,6% degli specialisti ICT in Italia, contro il 19,5% della media UE. In dieci anni la quota è cresciuta di meno di due punti. E i Paesi con più donne nel settore non sono quelli che ci si aspetterebbe.
Nel 2025 l’indice delle dichiarazioni di fallimento in Italia è stato in media a 109,1, con base 2021 = 100. Nell’Unione è salito a 186,2. Le iscrizioni di nuove imprese sono rimaste sostanzialmente ferme.
Nel 2025 l’Italia ha esportato prodotti agricoli e alimentari per 72,8 miliardi di euro, il 5,4% in più del 2024. La crescita viene dall’Europa (+8,5%), mentre gli Stati Uniti arretrano (-4,5%). Per olio, caffè e cioccolato il…
Nei Paesi UE competenze digitali e uso dei servizi pubblici online vanno insieme (correlazione 0,78). L’Italia però è molto sotto la retta: il 43,5% di utilizzo contro il 57,3% atteso.
Nel 2025 il 23,6% degli italiani tra 16 e 74 anni ha usato funzioni avanzate dei fogli di calcolo, più della media UE. Ma solo il 43,2% ha usato un programma di videoscrittura, contro il 51,4% europeo.
Nel 2024 le amministrazioni pubbliche italiane hanno investito nei trasporti l’1,1% del PIL, contro l’1,0% della media UE. Tra il 2014 e il 2018 la quota italiana era ferma tra lo 0,6% e lo 0,7%.
Rifiutare l’uso dei dati per la pubblicità, limitare la geolocalizzazione, verificare che un sito sia sicuro: nel 2025 il 72,5% degli italiani ha fatto almeno una di queste cose, come la media europea. Nel 2023 era il 56,7%.
Nel 2024 la spesa in ricerca e sviluppo delle imprese italiane è stata di 17,4 miliardi di euro, lo 0,79% del PIL contro l’1,49% dell’Unione. Le imprese coprono comunque più della metà della ricerca nazionale.
I nuovi dati regionali Eurostat 2025 mostrano un divario di oltre 30 punti nell’uso dei servizi pubblici online. Nessuna regione italiana raggiunge la media europea del 57,7%, ma l’Emilia-Romagna ci si avvicina.
I dati Eurostat sul commercio per caratteristiche d’impresa mostrano che l’export italiano è il meno concentrato dell’Unione per peso dei primi 100 esportatori: questi esportatori valgono il 25,6% del totale, contro il 39,1%…
Nel 2024 il 15,8% delle imprese italiane ha avuto almeno un incidente informatico con conseguenze (UE 21,5%). Quasi sempre si tratta di guasti, non di attacchi. Ma un dato basso può voler dire anche che molti incidenti non…
Nel 2024 le amministrazioni locali italiane, che comprendono regioni, province e comuni, hanno investito 42,8 miliardi di euro, il 54% del totale pubblico. Dopo il minimo del 2017 la loro spesa per investimenti è più che…
Password robuste e backup sono ormai la norma. Ma cifratura, test di sicurezza e monitoraggio restano meno diffusi che in Europa. Nel 2024 il 32,2% delle imprese italiane usava almeno sette misure su undici, contro il 38,5%…
Nel 2025 le società non finanziarie italiane hanno destinato agli investimenti in media il 24,9% del valore aggiunto, contro il 22,6% dell’Unione. Anche la quota di profitto è più alta: 43,3% contro 40,1%.
Nel 2024 le amministrazioni pubbliche italiane hanno investito 79,1 miliardi di euro, il 3,6% del PIL, contro il 3,7% nella media UE. Nel 2018 la quota era scesa al 2,1%, il minimo della serie.
Secondo l’OMC nel 2025 l’Italia ha esportato merci per 726 miliardi di dollari, il 2,8% del commercio mondiale: settimo posto, come nel 2024, e terza nell’UE dopo Germania e Paesi Bassi. Nei servizi la quota scende all’1,8% e…
Tra SPID e carta d’identità elettronica, nel 2025 il 53,2% degli italiani ha usato un’identità digitale per accedere a servizi online (UE 52,3%). La differenza con l’Europa sta in chi non la usa: quasi sempre perché non ne ha…
In Europa più della metà dei ragazzi tra 16 e 24 anni interagisce online con la PA (52,8%). In Italia sono il 31,4%, meno dei 55-74enni (38,9%).
Nel 2025 il 21,1% degli italiani tra 16 e 74 anni ha espresso online opinioni su temi civici o politici, contro il 16,4% nell’Unione. Il divario a favore dell’Italia però si sta riducendo.
L’indice di intensità digitale misura quante tecnologie usa un’impresa. In Italia la soglia di base è raggiunta dal 70,2% delle piccole e medie imprese (UE 72,9%), un valore quasi fermo rispetto al 2022.
Nel 2025 il 10,7% degli italiani tra 16 e 74 anni ha partecipato a una consultazione o a una votazione online su temi civici o politici, contro il 10,3% nell’Unione. Online il divario di partecipazione che l’Italia mostra…
Nel 2025 il 75,6% delle imprese italiane con almeno 10 addetti acquista servizi cloud, contro il 52,7% della media UE. Solo la Finlandia fa meglio. È uno dei pochi indicatori digitali in cui l’Italia è già oltre l’obiettivo…
Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di IA (media UE 19,9%). Nel 2024 erano l’8,2%. Crescono soprattutto le piccole imprese.
Creazione di contenuti, risoluzione di problemi e gestione delle informazioni sono le aree in cui gli italiani sono più lontani dalla media europea. Sulla sicurezza il divario è di poco più di un punto.
Eurostat ha misurato per la prima volta l’uso di chatbot e strumenti di IA generativa. L’Italia è 26ª su 27: tra i Paesi dove sono meno diffusi. E tra chi non li usa, uno su cinque dice di non saperli usare.
Tra i laureati italiani di 25-64 anni l’84,9% ha competenze digitali almeno di base, come nella media UE. Tra chi ha al massimo la licenza media la quota scende al 28,9%. Il divario per titolo di studio supera quello tra…
Nel 2010 quattro italiani su dieci non avevano mai navigato. Nel 2025 sono il 6,3%, ma tra i 65-74enni la quota è ancora del 19,9%. È la platea che i servizi digitali rischiano di lasciare indietro.
Nel 2025 il 57,7% degli italiani ha usato un sito o un’app pubblica (UE 71,9%). L’unica attività in cui superiamo la media europea è la richiesta di prestazioni e benefici.
Nel 2025 il 19,9% delle imprese europee con almeno 10 addetti usa l’IA, contro il 16,4% in Italia. Il Paese raddoppia in un anno ma resta 18° su 27 nell’Unione.
Nel 2025 il 54,3% degli italiani tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base, contro il 60,4% nell’Unione. Il salto rispetto al 2023 è netto, ma l’obiettivo europeo dell’80% al 2030 è ancora lontano.
Nel 2024 un abitante della Provincia di Bolzano produce 2,8 volte il reddito di un calabrese, a parità di potere d’acquisto. Dieci anni di dati Eurostat mostrano un Mezzogiorno fermo tra il 57% e l’84% della media europea.
Nel 2025 l’Italia ha esportato merci per 643,1 miliardi di euro, il 3,3% in più del 2024. La crescita è arrivata sia dai paesi UE sia da quelli extra UE, con Stati Uniti, Svizzera e Spagna in evidenza e Turchia e Cina in calo.
Nel 2024 hanno venduto beni all’estero 133.437 operatori, ma i primi mille realizzano più della metà dell’export. Le grandi imprese sono meno del 2% degli esportatori e fanno il 51,6% del valore: i dati ISTAT-ICE letti dal…
La crescita dell’export 2025 (+3,3%) si deve a pochi settori: farmaceutica (+28,5%), metalli (+9,8%), mezzi di trasporto diversi dalle auto (+11,6%) e alimentari (+4,3%). Arretrano tessile-abbigliamento, autoveicoli e prodotti…
Nel 2024 l’export italiano è sceso dello 0,4%, ma il calo si è concentrato nel Mezzogiorno (-5,4%), frenato soprattutto dagli autoveicoli. I primi dati 2025 per territorio, diffusi dall’ISTAT l’11 marzo 2026, mostrano il Sud…
Nel 2024 la Puglia ha esportato 9,8 miliardi di euro (-3,0%), peggio dell’Italia ma meglio del Mezzogiorno. Nel primo semestre 2025 il calo si è accentuato (-6,0%); i dati sui nove mesi indicano un recupero parziale.…