Accanto all’indagine sull’educazione degli adulti, che ha cadenza pluriennale, Eurostat misura ogni anno la partecipazione alla formazione con l’indagine sulle forze di lavoro. La domanda riguarda un periodo breve, le quattro settimane precedenti l’intervista: per questo i valori sono più bassi, ma il dato è aggiornato ogni anno e permette di seguire le tendenze.
Nel 2025 in Italia ha partecipato ad attività di istruzione o formazione il 10,8% delle persone tra 25 e 64 anni, contro il 13,7% della media europea. L’Italia è 19ª su 27. I valori più alti si registrano in Svezia (38,2%), Danimarca (31,0%), Finlandia (28,1%).
Una crescita a scatti
La quota italiana è passata dal 7,3% del 2015 al 10,8% del 2025. La crescita non è stata regolare: dopo il calo del 2020 si è arrivati all’11,6% nel 2023, per poi scendere al 10,4% nel 2024 e risalire di poco nel 2025.
Nello stesso periodo la media europea è cresciuta in modo più costante, dal 10,1% al 13,7%. La distanza tra Italia ed Europa, di 2,8 punti nel 2015, nel 2025 è di 2,9.
Misurare per indirizzare
Il dato nazionale è una media che nasconde grandi differenze tra persone, settori e territori. Dentro un’organizzazione, sapere chi si forma e chi no, e su quali competenze, è il primo passo per una politica formativa che non lasci indietro nessuno.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 28 giugno 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.