Comprare online è una delle attività digitali più diffuse, e anche un buon indicatore della fiducia delle persone nei pagamenti e nei servizi in rete. Eurostat misura la quota di persone tra 16 e 74 anni che hanno fatto l’ultimo acquisto online nei tre mesi precedenti la rilevazione.
Nel 2025 in Italia è il 43,8%. Nella media UE il 62,4%. L’Italia è 25ª su 27: dietro ci sono solo Romania (41,5%) e Bulgaria (34,8%).
Una crescita parallela
Dal 2020 la quota italiana è salita dal 31,4% al 43,8%, più di dodici punti. Ma anche la media europea è cresciuta, dal 53,8% al 62,4%, e il divario si è ridotto solo da 22,3 a 18,6 punti.
Non è solo una questione di età
Si potrebbe pensare che il ritardo italiano dipenda dagli anziani. Non è così: il divario è ampio in tutte le fasce di età. Tra i 25-34enni compra online il 58,5% degli italiani contro il 77,9% degli europei; tra i 35-44enni il 54,0% contro il 75,1%. Tra i 65-74enni le quote sono 21,4% e 35,1%.
Il dato suggerisce che contano fattori strutturali: abitudini di consumo, peso del commercio di prossimità, fiducia nei pagamenti elettronici, competenze digitali. Per i servizi pubblici che richiedono pagamenti online è un elemento da tenere presente.
La classifica europea
In testa ci sono Irlanda (87,5%), Paesi Bassi (86,4%), Danimarca (81,9%), dove oltre otto persone su dieci acquistano online con regolarità.
Analisi pubblicata da DigitalizzazionePA, osservatorio di Troisi Ricerche, il 6 agosto 2026. Leggi l’articolo originale su digitalizzazionenellapa.it.