L’accesso a internet da casa è il più elementare degli indicatori digitali, ma anche quello che racconta meglio la trasformazione degli ultimi quindici anni. Eurostat lo rileva ogni anno per le famiglie con almeno una persona tra 16 e 74 anni.
Nel 2025 in Italia ha accesso a internet il 94,1% delle famiglie, contro il 94,8% della media UE. La distanza è di 0,6 punti.
Quindici anni di convergenza
Nel 2010 il divario era di quasi dieci punti: 59,0% in Italia contro 68,5% nella media europea. Negli anni successivi l’accesso è cresciuto più rapidamente in Italia, con un balzo di sei punti tra il 2012 e il 2013. Oggi la distanza è inferiore a un punto.
La classifica europea
A questi livelli le differenze tra Paesi sono piccole. In testa ci sono Paesi Bassi (99,3%), Lussemburgo (99,1%), Malta (97,8%). In fondo Croazia (87,9%), Grecia (88,7%), Lituania (89,3%). L’Italia è 17ª su 27, nel gruppo centrale insieme a Lettonia e Ungheria.
Dove resta un divario
Le differenze interne sono ormai contenute ma non scomparse. Nelle città ha accesso il 95,2% delle famiglie, nelle aree rurali il 91,8%. Tra le famiglie con figli l’accesso è quasi universale (98,6%).
Il miglioramento più forte riguarda le persone che vivono sole, spesso anziane: la quota con accesso è passata dal 73,5% del 2019 al 89,2%. Resta un’utenza più fragile, per la quale l’accesso fisico alla rete non garantisce da solo l’uso dei servizi.
Analisi pubblicata da DigitalizzazionePA, osservatorio di Troisi Ricerche, il 25 giugno 2026. Leggi l’articolo originale su digitalizzazionenellapa.it.