La composizione dell’occupazione per professione dice molto sulla domanda di competenze di un Paese. Le professioni sono classificate secondo lo standard internazionale ISCO in nove grandi gruppi, dai dirigenti alle professioni non qualificate.
Nel 2025 i primi tre gruppi, cioè dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche e professioni tecniche, rappresentavano il 37,1% degli occupati italiani tra 20 e 64 anni, contro il 45,3% della media europea.
Dove sta la differenza
La differenza principale riguarda le professioni intellettuali e scientifiche: 15,8% degli occupati in Italia contro 23,7% in Europa. Per le professioni tecniche la quota italiana è invece leggermente superiore (17,6% contro 16,2%).
L’Italia ha più impiegati (12,1% contro 9,5%), più addetti al commercio e ai servizi, più operai specializzati e più professioni non qualificate (10,5% contro 8,0%). Rispetto al 2015 la quota di professioni qualificate è cresciuta in Italia di 1,6 punti, in Europa di 5,3.
La struttura delle competenze
La struttura professionale riflette insieme la domanda delle imprese e l’offerta di competenze. Dentro ogni organizzazione, una mappatura permette di capire se le persone occupano ruoli coerenti con le loro competenze, e dove ci sono margini per crescere.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 13 settembre 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.