L’indicatore delle competenze digitali sintetizza molte attività diverse. Scomporlo nelle attività concrete aiuta a capire che cosa sanno fare davvero le persone. Eurostat chiede, per esempio, se negli ultimi tre mesi si è usato un programma di videoscrittura, un foglio di calcolo, le sue funzioni avanzate, o se si è scritto codice.
Nel 2025, tra le persone di 16-74 anni in Italia, ha usato funzioni avanzate dei fogli di calcolo (funzioni, formule, macro) il 23,6%, contro il 22,5% della media europea. Ha creato documenti con testo e immagini il 42,3% (UE: 40,3%).
Un profilo a due velocità
Il quadro è disomogeneo. L’Italia è sotto la media europea nell’uso della videoscrittura (8,2 punti in meno), dei fogli di calcolo (5,3 punti) e nella modifica di file multimediali (7,1 punti). È invece allineata o sopra la media nelle funzioni avanzate dei fogli di calcolo e nella creazione di documenti complessi.
La programmazione resta un’attività di nicchia ovunque: la svolge il 6,6% degli italiani e il 7,2% degli europei. Il dato è coerente con quello delle competenze digitali superiori alla base, che in Italia sono in linea con la media UE (31,5% contro 31,4%).
Chi sa già, chi deve imparare
Il profilo italiano suggerisce una popolazione polarizzata: un gruppo con competenze avanzate, in linea con l’Europa, e un’ampia fascia con competenze molto limitate. È una situazione che si ritrova spesso anche dentro le singole organizzazioni, e che una mappatura rende visibile.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 24 maggio 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.