Le statistiche di demografia d’impresa misurano quante imprese nascono e quante chiudono ogni anno rispetto a quelle attive. Un sistema produttivo dinamico ha molte nascite e molte cessazioni: le imprese meno produttive escono, nuove imprese entrano con idee e tecnologie diverse.
Nel 2023 in Italia sono nate 7,8 imprese ogni 100 attive, contro 10,5 della media europea. L’Italia è 25ª su 27 Paesi: fanno meno solo Austria (6,2%), Danimarca (7,3%). I tassi più alti si registrano in Lituania (19,6%), Malta (17,1%), Portogallo (16,8%).
Poche nascite, poche chiusure
Il dato italiano è stabile negli ultimi anni: 8,1% nel 2021, 7,9% nel 2022, 7,8% nel 2023. Anche le cessazioni sono meno frequenti che in Europa: il tasso di mortalità è stato del 6,5% nel 2023, contro l’8,5% della media UE.
Un basso ricambio può avere letture diverse: più stabilità delle imprese esistenti, ma anche minori opportunità per nuove iniziative e una più lenta riallocazione delle risorse verso le attività più produttive.
Nascere è facile, crescere meno
Per chi avvia un’impresa la sfida principale non è l’apertura, ma superare i primi anni: pianificare il fabbisogno di cassa, scegliere le fonti di finanziamento e dotarsi presto di strumenti di controllo di gestione sono le condizioni che più spesso separano le imprese che crescono da quelle che chiudono.
Analisi pubblicata da Governance Finanziaria, osservatorio di Troisi Ricerche, il 9 settembre 2026. Leggi l’articolo originale su governancefinanziaria.it.