Vendere online significa ricevere ordini attraverso un sito, un’app, un marketplace o sistemi di scambio elettronico dei dati (EDI) tra imprese. Eurostat misura la quota di imprese che nel corso dell’anno precedente ha realizzato vendite di questo tipo.
Nella rilevazione 2025, riferita alle vendite del 2024, ha venduto online il 20,1% delle imprese italiane con almeno 10 addetti. La media europea è del 23,6%. L’Italia è 20ª su 27.
Dieci anni di rincorsa
Nella rilevazione 2015 vendeva online il 9,9% delle imprese italiane, contro il 18,9% europeo: poco più della metà. Da allora la quota italiana è raddoppiata, mentre quella europea è cresciuta di meno di cinque punti. Negli ultimi due anni, però, la crescita si è fermata: 20,4% nel 2024 e 20,1% nel 2025.
Web e consumatori
La crescita italiana è venuta soprattutto dalle vendite via web (siti, app e marketplace), passate dal 7,9% al 17,6% delle imprese, e in particolare da quelle ai consumatori finali (15,3%, contro il 17,2% europeo). Le vendite tramite EDI restano più limitate (4,6%).
Un dato positivo riguarda l’estero: vende via web in altri Paesi l’8,6% delle imprese italiane, praticamente come la media UE (8,9%). Chi vende online, in Italia, tende a farlo anche oltre confine.
La classifica europea
Le quote più alte sono in Lituania (43,0%), Danimarca (38,8%), Svezia (36,7%); le più basse in Romania (14,6%), Lussemburgo (14,7%), Bulgaria (16,2%). L’Italia è nella parte bassa, vicino a Lettonia (19,6%) e Francia (19,4%).
Analisi pubblicata da DigitalizzazionePA, osservatorio di Troisi Ricerche, il 30 luglio 2026. Leggi l’articolo originale su digitalizzazionenellapa.it.