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Fondo 394, 200 milioni per l’IA nelle PMI: in Italia la usa il 16,4% delle imprese

a cura di Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · 1 ottobre 2026

200 mln €Dotazione della sezione Investimenti IA del Fondo 394
16,4%Imprese italiane (10+ addetti) che usano l’IA, 2025
+112%Finanza agevolata SIMEST, I sem. 2026 su I sem. 2025

Il 14 settembre 2026 SIMEST ha annunciato una nuova misura di finanza agevolata dedicata all’intelligenza artificiale. La sezione “Investimenti IA” dispone di 200 milioni di euro del Fondo 394/81, gestito in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri. Le domande sono aperte dal 21 settembre sul portale di SIMEST.

La misura arriva in un paese dove l’IA è ancora poco diffusa. Secondo Eurostat, nel 2025 la usava il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 20,0% della media UE.

Come funziona la misura

La sezione è attivata nell’ambito dello strumento Transizione Digitale ed Ecologica. Finanzia esclusivamente investimenti per sviluppare, adottare e integrare soluzioni di IA. Possono accedere le imprese che realizzano all’estero almeno il 3% del fatturato e quelle, anche non esportatrici, che forniscono imprese esportatrici.

Voce Condizione
Dotazione 200 milioni di euro (Fondo 394/81)
Fondo perduto Fino al 10% dell’intervento, nei limiti del de minimis
Tasso Minimo 0,37% al 14 settembre 2026, in regime de minimis
Durata Fino a 8 anni, di cui 2 di preammortamento
Anticipo Fino al 50% dell’importo finanziato
Importo massimo Il minore tra il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 500.000 € (micro), 2,5 mln € (PMI), 5 mln € (altre imprese)

Le spese ammissibili indicate da SIMEST sono ampie: cloud e sistemi di calcolo, software e piattaforme, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i sistemi aziendali, gestione dei dati. Rientrano anche formazione, inserimento di competenze specialistiche, consulenze, certificazioni, cybersecurity e adeguamento all’AI Act. La circolare aggiornata il 30 luglio 2026 richiede di destinare il 100% delle risorse a spese di ambito IA.

Il ritardo da colmare

Il divario con l’Europa si concentra nelle imprese più piccole. Nel 2025 usava l’IA il 14,2% delle imprese italiane con 10-49 addetti, contro il 17,0% nell’UE. Tra le medie imprese il rapporto è 27,6% contro 30,4%. Tra le grandi il distacco si riduce: 53,1% contro 55,0%.

Imprese che usano almeno una tecnologia di IA, per dimensione (2025)
Percentuale sul totale delle imprese della classe; imprese con almeno 10 addetti
ItaliaUE-27

0%10%20%30%40%50%60%14,217,010-49 addetti27,630,450-249 addetti53,155,0250 e oltre16,420,0Totale(10 e oltre)

Fonte: Eurostat, Artificial intelligence by size class of enterprise (isoc_eb_ai), dati 2025, aggiornamento del 15/6/2026. Esclusi agricoltura, estrazione e settore finanziario. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.

Il ritmo di crescita, però, è stato rapido. In Italia la quota è passata dal 5,1% del 2023 all’8,2% del 2024 e al 16,4% del 2025: è raddoppiata in un anno. Nella media UE l’aumento è stato dall’8,1% al 20,0%. Il distacco italiano in punti percentuali si è ridotto da 5,3 nel 2024 a 3,6 nel 2025.

Diffusione dell’IA nelle imprese: Italia e UE, 2023-2025
Percentuale di imprese con almeno 10 addetti che usano almeno una tecnologia di IA
ItaliaUE-27

0%5%10%15%20%25%5,18,120238,213,5202416,420,02025

Fonte: Eurostat, isoc_eb_ai (aggiornamento del 15/6/2026). Il 2021 non è riportato perché l’elenco delle tecnologie rilevate è cambiato dal 2023. Elaborazione: Andrea Troisi · Consulenza Internazionalizzazione · Troisi Ricerche.

Una finanza agevolata in forte crescita

La nuova sezione si aggiunge ad altre misure dedicate attivate nel 2026. Secondo la relazione semestrale di SIMEST del 22 luglio, “Energia per la Competitività Internazionale” ha una dotazione di 800 milioni per le imprese colpite dall’aumento dei costi energetici e dalle tensioni nell’area del Golfo Persico. La “Misura USA” mette a disposizione 200 milioni di finanziamenti agevolati e 100 milioni per partecipazioni in controllate statunitensi.

Nel primo semestre 2026 i finanziamenti del Fondo 394/81 sono stati circa 1 miliardo di euro, il 112% in più di un anno prima. SIMEST ha servito circa 1.900 imprese, di cui oltre 1.100 nuove; circa il 90% sono PMI. Sono valori arrotondati comunicati dalla società. Per le imprese il segnale pratico è che la domanda di questi strumenti è alta, mentre le dotazioni dedicate sono fisse.

Cosa significa per le PMI

Per una PMI esportatrice la misura riduce il costo di un investimento in IA, ma non ne sostituisce la progettazione. Conviene partire da un uso preciso: previsione della domanda nei mercati esteri, gestione degli ordini, analisi dei prezzi, documentazione commerciale. Il finanziamento va poi dimensionato sui ricavi, perché il tetto del 35% vale anche per le piccole imprese.

Anche i fornitori delle filiere dell’export possono partecipare. Il fondo perduto rientra nel de minimis: va verificato il plafond già utilizzato negli ultimi anni.

Analisi pubblicata da Consulenza Internazionalizzazione, osservatorio di Troisi Ricerche, il 1 ottobre 2026. Leggi l’articolo originale su consulenzainternazionalizzazione.it.

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