La quota di adulti con un basso livello di istruzione, cioè al massimo la licenza media, è un indicatore del capitale umano complessivo di un Paese e delle persone più esposte ai cambiamenti del lavoro.
Nel 2025 in Italia aveva al massimo la licenza media il 33,0% delle persone tra 25 e 64 anni, contro il 18,8% della media europea. L’Italia è terza in Europa per quota, dopo Portogallo (35,7%), Spagna (34,6%). I valori più bassi si registrano in Lituania (4,2%), Polonia (5,1%), Cechia (5,6%).
Una questione generazionale, ma non solo
La quota è molto diversa per età. Tra i 55-64enni italiani ha al massimo la licenza media il 46,3%, tra i 25-34enni il 19,1%. Con il ricambio generazionale il fenomeno si riduce: la quota sull’intera fascia 25-64 è scesa dal 40,1% del 2015 al 33,0%.
Anche tra i più giovani, però, l’Italia resta lontana dall’Europa: 19,1% contro 13,5%.
Riconoscere le competenze non formali
Molti adulti con un basso titolo di studio hanno sviluppato sul lavoro competenze importanti, che però non sono certificate. Rilevarle e riconoscerle è il primo passo per valorizzarle e per costruire percorsi di aggiornamento su misura.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 19 luglio 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.