Il tasso di occupazione per titolo di studio è uno dei modi più semplici per misurare il valore delle competenze sul mercato del lavoro. In tutta Europa l’occupazione cresce con il livello di istruzione, ma con intensità diverse.
Nel 2025 in Italia era occupato l’85,3% dei laureati tra 25 e 64 anni, il 74,6% dei diplomati e il 56,1% di chi ha al massimo la licenza media. Le medie europee sono 88,1%, 78,5% e 58,9%.
Il divario maggiore è tra i diplomati
Il confronto con l’Europa riserva una sorpresa. Tra chi ha al massimo la licenza media l’Italia è di poco sotto la media (56,1% contro 58,9%), mentre la distanza è maggiore tra i diplomati (3,9 punti). Tra i laureati l’Italia è 25ª su 27, con un tasso sotto la media europea di 2,8 punti.
In dieci anni il tasso di occupazione dei laureati italiani è salito dal 78,5% al 85,3%, riducendo la distanza dall’Europa da 5,4 a 2,8 punti.
Oltre il titolo
Il titolo di studio resta un buon predittore dell’occupazione, ma non spiega tutto: dentro ciascun gruppo ci sono persone con competenze molto diverse. Per chi assume o gestisce il personale, conoscere le competenze effettive conta più del solo titolo.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 26 luglio 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.