Posta elettronica, archiviazione di file, software gestionali, contabilità, sicurezza: sempre più spesso le imprese non installano questi servizi sui propri server, ma li acquistano via internet da un fornitore. È il cloud computing, e la sua diffusione è uno degli indicatori del programma europeo per il Decennio digitale.
Secondo Eurostat, nel 2025 acquista almeno un servizio cloud il 75,6% delle imprese italiane con almeno 10 addetti. La media europea è del 52,7%. L’Italia è 2ª su 27, dietro alla sola Finlandia (79,2%) e davanti a Malta (75,1%) e Irlanda (73,0%).
Una crescita che dura da anni
Nel 2018 usava servizi cloud a pagamento il 22,5% delle imprese italiane, un valore vicino alla media europea (23,9%). Nel 2020 la quota era già al 59,1%, e da allora l’Italia è rimasta stabilmente sopra la media UE, con un ulteriore aumento tra il 2023 e il 2025 (da 61,4% a 75,6%).
La crescita tra il 2018 e il 2020 è così ripida da suggerire prudenza nel leggerla come un cambiamento reale di quella portata; il dato degli ultimi anni, invece, è stabile e coerente.
Anche le piccole imprese
Il dato più notevole riguarda le piccole imprese. Tra quelle con 10-49 addetti usa il cloud il 74,1% in Italia, contro il 49,3% in Europa: un vantaggio di 24,8 punti. Tra le grandi il vantaggio è più contenuto (90,9% contro 84,7%).
Per le piccole imprese il cloud ha un vantaggio evidente: permette di usare software e infrastrutture senza dover gestire un reparto informatico interno. Resta però una domanda aperta: l’uso del cloud dice poco sulla sua profondità. Una casella di posta elettronica in cloud e un gestionale integrato valgono allo stesso modo in questo indicatore.
Analisi pubblicata da DigitalizzazionePA, osservatorio di Troisi Ricerche, il 16 aprile 2026. Leggi l’articolo originale su digitalizzazionenellapa.it.