I servizi ad alta intensità di conoscenza comprendono attività come l’informatica, le telecomunicazioni, la finanza, i servizi professionali e tecnici, la ricerca, l’istruzione e la sanità. Sono i settori in cui le competenze delle persone sono la risorsa principale.
Nel 2025 vi lavorava il 35,2% degli occupati italiani, contro il 41,7% della media europea. L’Italia è 25ª su 27: dietro ci sono solo Bulgaria (35,1%) e Romania (25,7%). I valori più alti si registrano in Lussemburgo (61,6%), Svezia (57,4%), Paesi Bassi (53,6%).
Una trasformazione lenta
Nel 2015 la quota italiana era del 34,5%, quella europea del 38,4%. In dieci anni l’Europa è salita di 3,3 punti, l’Italia di 0,7. La distanza si è quindi allargata.
Lo stesso vale per i settori ad alta tecnologia, manifatturieri e dei servizi: in Italia occupano il 4,0% dei lavoratori, contro il 5,1% europeo.
Anche i settori tradizionali cambiano
Il dato settoriale non dice tutto: anche nella manifattura e nei servizi tradizionali cresce il peso delle attività ad alto contenuto di conoscenza. In ogni organizzazione, capire quali competenze sono già presenti è la condizione per spostare il lavoro verso attività a maggior valore aggiunto.
Analisi pubblicata da Mappatura delle Competenze, osservatorio di Troisi Ricerche, il 30 agosto 2026. Leggi l’articolo originale su mappaturadellecompetenze.it.